SIAMO TUTTI INTELLIGENTI

<< Non è questione di intelligenza se alcuni diventano “star”, mentre altri si perdono in un bicchiere d’acqua >>. Secondo lo psichiatra Ferdinando Pellegrino, la chiave del successo si chiama “autoefficacia”, come spiega nel suo nuovo saggio “Personalità e autoefficacia: 

quoziente intellettivo come allenare ragioni e emozioni “. << In media infatti >> spiega  << abbiamo tutti la stessa intelligenza: il problema è che non la utilizziamo tutti allo stesso modo >>.

In che senso << siamo ugualmente intelligenti? >>
<< Il talento non è genetico, ma frutto di una costante applicazione. La valutazione classica del “QI” dimostra che quasi la metà delle persone ha lo stesso livello di intelligenza: il 46%, infatti, ne ha uno compreso tra 90 e 109 e soltanto l’1% arriva a livelli tra 120 e 139. Si tratta di valori che non aumentano né diminuiscono con l’età: ciò che varia, in ogni fase della vita, è semplicemente l’utilizzo che ne facciamo >>.

Perché, allora, le prestazioni sono così diverse?
<< Spesso l’intelligenza può “fallire”  a causa di un paradosso tipico della nostra condizione: pur potendo vivere bene, molti scelgono modalità disfunzionali – dal fumo alle droghe – complicandosi l’esistenza e perdendo di vista gli obiettivi fondamentali. Così rinunciano a usare fattori-chiave come il pensiero laterale e la creatività >>.

Come fare, quindi, per sfruttare le nostre “doti” naturali?
<< E’ necessario applicare l’”autoefficacia”: è un preciso atteggiamento mentale che spinge a dare il meglio di sé in ogni circostanza >>.

In pratica?
<< Unendo gli aspetti cognitivi e quelli emotivi, si esprime la capacità di agire con assertività. Accanto alla razionalità, infatti, si devono utilizzare le emozioni: sbaglia chi le considera un ostacolo al progredire della ragione >>.

Come ci si “allena”?
<< Con l’impegno quotidiano: per dare il meglio di sé in ogni circostanza: le energie mentali vanno coltivate con curiosità e interesse >>.

Quali sono quindi i consigli da seguire?
<< Essere soddisfatti del presente. Non aspettare il futuro. Il livello di soddisfazione del presente è un indice importante per misurare la salute psicologica. Bisogna inoltre rafforzare l’autostima, il che presuppone l’accettazione di sé stessi: solo così si affrontano i compiti difficili come sfide da vincere piuttosto che come pericoli da evitare. Di fronte alle difficoltà si deve intensificare l’impegno e mantenerlo sempre costante. La chiave di tutto, quindi, è riuscire ad affrontare le minacce con la convinzione di poter esercitare un controllo su di esse, in tutte le condizioni >>.
 

Paola Mariano - La Stampa, TuttoScienze- Psicologia, 05/05/2010
Ferdinando Pellegrino - Psichiatra, Psicoterapeuta

 

Per approfondire:
Pellegrino F, Personalità e autoefficacia, Springer, Milano (in press)

 

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