dipendenza e sottomissione

STAND UP!

Uno dei grandi temi della psicologia moderna è quello della posizione – atteggiamento – che si assume nei confronti di se stessi, della vita, del lavoro, degli altri.
Un atteggiamento di dipendenza e di sottomissione tende a screditare se stessi e a lasciare spazio ad ogni uso/abuso psicologico da parte degli altri. Abbiamo sempre bisogno del sostegno esterno, dell’affetto dei cari,

spiati dalla tecnologia

TECNOCONTROLLO

Videocamere, carte di credito, carte con microchip, cellulari con gps, navigatori per auto, social network e internet. Sono solo alcuni dei sistemi e dispositivi che oggi, in ogni momento, in base a quanto e come vengono utilizzati sono in grado di dire che cosa una persona sta facendo, dove la sta facendo e a volte anche con chi. Un fenomeno subìto, ma anche agito, come nel caso dei social

stressati da facebook

VITTIME DEL WEB

I social network hanno trasformato la comunicazione online in una vera e propria rete di relazioni sociali sovrapponibili a quelle reali, con rapporti di amicizia ma anche di conflittualità e scontro. E se nella realtà questi ultimi possono essere fonte di sofferenza, lo sono anche se tutto ciò avviene su Internet,

ludopatia

LUDOPATIA

Quando il gioco d'azzardo, dal superenalotto al videopoker, da semplice divertimento occasionale diventa un'abitudine e poi una dipendenza, con conseguenze negative sulla salute e sull'economia personale e familiare si entra in un ambito patologico di pertinenza della medicina psichiatrica. Le stesse istituzioni sanitarie, preoccupate di un fenomeno in aumento, hanno espresso l'intenzione di prendere

imparare a pensare

IMPARARE A PENSARE

Quali strategie usare per risolvere i problemi della vita?
Come imparare ad accrescere il proprio benessere?
Di quali strumenti abbiamo bisogno per essere più bravi ad affrontare le difficoltà della vita?
 Cinque sono i passi fondamentali da seguire:
Abbiamo bisogno di “imparare a pensare”.

la maschera

LA MASCHERA

La maschera, il suo ruolo antropologico e simboliico, lo strumento di autosservazione e introspezione ...
La maschera serve per esprimere le proprie emozioni, ma anche per nasconderle. Se siamo sicuri, riusciamo a essere più autentici,  abbiamo meno necessità di nasconderci agli altri. Naturalmente c'è sempre un limite, non si può essere sempre autentici.

i confini della depressione

CONFINI DELLA DEPRESSIONE

Il quadro clinico depressivo che il medico di Medicina generale si trova di fronte è spesso insidioso perché si può manifestare soprattutto con sintomi fisici che ne rendono difficile il riconoscimento.
Una forma particolarmente diffusa di disagio psichico è la depressione che, nella molteplicità delle sue manifestazioni cliniche,

la pelle

LA PELLE

La pelle, l'organo con cui ci presentiamo al mondo esterno, specchio delle fragilità del nostro mondo interiore ...
Patologie dermatologiche spesso si accompagnano a un disordine di tipo psicologico, che, se non ben gestito, può condizionare l'evoluzione stessa della malattia.
Imparare a gestire le proprie emozioni

fisiologia e patologia dell'ansia

FISIOPATOLOGIA DELL'ANSIA

<<Sono alcuni giorni che non dormo, mi sento tesa, inquieta, ho la strana sensazione che possa succedermi qualcosa, non riesco più a concentrarmi, sono sempre irritabile, anche piccole cose mi fanno saltare i nervi, mi sento la testa vuota, a volte ho la sensazione di svenire>>.
L’ansia è l’elemento vitale dell’esistenza, è fonte di curiosità, interesse, impegno,

depressione da lavoro

SUPERLAVORO E DEPRESSIONE

Quando le ore di lavoro aumentano, il rischio è, oltre a quello di commettere facilmente errori, quello di cadere in depressione. Lo dimostra una ricerca di Marianna Virtanen della University College di Londra,  pubblicata sulla rivista PLoS ONE, secondo cui lavorare troppe ore raddoppia il rischio di andare incontro ad episodi depressivi. Le ore giuste sono 7, al massimo 8 al giorno.

sintomi fisici e depressione

SINTOMI FISICI E DEPRESSIONE

Stanchezza, dolori al petto, vertigini, crampi allo stomaco, palpitazioni: ogni giorno il medico si confronta con una serie di sintomi fisici di difficile inquadramento diagnostico e terapeutico. Si trova di fronte a pazienti che rischiano di essere sottovalutati e abbandonati alle loro sofferenze con vaghe diagnosi di “turbe neurovegetative”, “disturbi funzionali”, “somatizzazioni”