ANSIA FAQ

Come si riconosce l’ansia patologica e quando la tristezza diventa depressione?
L'ansia è "vitale per l’individuo": ci consente di mantenere un sistema di allerta - sia riguardo ai pericoli che alle opportunità - rispetto a ciò che accade intorno a noi.
Se qualcosa piace ed incuriosisce si va in ansia per averlo, per conquistarlo; se qualcosa fa paura si evita, se si deve affrontare un esame si va in ansia perché si ha paura di non poterlo superare, se si va in un luogo che non si conosce ci si può sentire a disagio.

Ansia faqEsiste un livello di ansia fisiologico – basale - che ci consente di essere “in allerta” (è come avere un sensore che vigila su ciò che accade), di affrontare con la giusta vivacità le difficoltà della vita, ma entro certi limiti; quando il livello di preoccupazione è elevato e pervasivo l’ansia diventa paralizzante, anche i piccoli problemi della vita quotidiana rappresentano un problema.
L’ansia da fisiologica diventa così patologica: tutto sta a comprendere qual è il limite personale di ansia “sopportabile”, superato il quale non si regge più.
Ognuno di noi deve saper individuare la propria soglia di vulnerabilità e resistenza.

Quali sono i sintomi?
Ansia, preoccupazione per il futuro, difficoltà o incapacità a gestire tale preoccupazione, insonnia, risvegli frequenti, facile distraibilità, palpitazioni, mal di testa. Disturbi gastrici, paura di impazzire, difficoltà di concentrazione, astenia, difficoltà a gestire il quotidiano, irritabilità… e tanti altri: tutti sintomi espressione di uno stato di allarme abnorme (iperarousal psicofisiologico): è come se l’organismo stesse in una condizione di allarme persistente. A questi si aggiungono anche sintomi comportamentali: fumare di più, mangiare di più, calo del desiderio sessuale…
Inoltre l’ansia si caratterizza per la comparsa di
Ansia anticipatoria: prima ancora che devo fare qualcosa (ad esempio uscire, andare al cinema o a lavorare) penso che possa succedere qualcosa. Mi anticipo lo star male!
Condotte di evitamento: evito di fare qualcosa per paura che possa succedere qualcosa, non esco, sto a caso, non esprimo la mia opinione… Mi inibisco!
Demoralizzazione secondaria: tutto ciò mi fa sentire inutile, mortificato, depresso, frustrato. Ma non è la depressione, è solo scoraggiamento!

L'ansia è un'espressione del carattere individuale o una malattia da curare?
L’ansia fa parte della vita, quando diventa eccessiva, strutturata ed invalidante è un disturbo che va trattato precocemente in quanto tende a cronicizzare. È importante che la diagnosi venga fatta da un clinico in quanto alcune patologie fisiche – ad esempio la disfunzioni tiroidea – possono manifestarsi con sintomi ansiosi.

Quando chiedere aiuto allo psichiatra?
Quando i sintomi ansiosi tendono a compromettere il funzionamento globale del soggetto, quando l’ansia è ingestibile, quando “diventa un problema”.
Ma si può ricorrere allo specialista anche per avere dei consigli su come imparare a meglio gestire l’ansia del quotidiano, prevedendo così la comparsa di un vero disturbo d’ansia.

L'ansia può portare ad altri disturbi?
Certo. L’ansia favorisce l’insorgenza di quadri depressivi e di disturbi psicosomatici; inoltre l’ansia favorisce l’adozione di stili di vita disfunzionali, adottati nel tentativo maldestro di “sentirsi meglio”: l’abuso di alcolici o di analgesici (che vengono assunti allo scopo di trovare un sollievo da forme di cefalea muscolo-tensiva), ma anche di sostanze medicamentose come le benzodiazepine. Si instaura così un meccanismo che si autoalimenta e che diventa difficile da gestire.

Quali sono le cure?
Le cure possono essere farmacologiche (ansiolitici e antidepressivi) e psicologiche.
Le benzodiazepine vanno utilizzate nei casi di maggiore gravità e solo per 2-3 settimane.
Gli antidepressivi, farmaci inizialmente utilizzati solo come antidepressivi, nel corso degli anni hanno dimostrato una buona efficacia anche nel trattamento dei disturbi ansiosi. La terapia con antidepressivi si protrae mediamente per 8-9 mesi.
La terapia deve essere fatta con un solo farmaco, utilizzato al dosaggio giusto e per il periodo di tempo necessario alla remissione del quadro clinico. Non esiste il problema di dipendenza dagli psicofarmaci se questi vengono assunti con appropriatezza, nel rispetto delle indicazioni e sotto stretto controllo specialistico. I casi di dipendenza sono relativi ad individui che non rispettano la prescrizione specialistica.
La psicoterapia nei disturbi dello spettro ansioso è molto efficace e può essere attuata sia da sola che in associazione alla terapia farmacologica. Non esiste un indirizzo terapeutico migliore di un altro. La scelta va fatta rispetto al professionista, regolarmente iscritto all’albo degli psicoterapeuti.
L’intervento psicologico e psicoterapeutico è sempre consigliabile poiché si interviene in modo incisivo sulla dinamica dell’ansia, rafforzando le difese psicologiche dell’individuo.

 

 

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